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20/07/2015 Zaffiri, squadrismo verbale che offende i marchigiani

Lo scranno della vicepresidenza del Consiglio regionale delle Marche non può diventare il pulpito per esternazioni squadriste. Di fronte a frasi come quelle di Zaffiri, che offendono non solo il prefetto Gabrielli ma la storia profondamente antifascista della nostra comunità, l’unica risposta adeguata è la richiesta di dimissioni. Le frasi di Zaffiri sono oltre lo scontro politico, evocano un metodo di sopraffazione di stampo fascista, e non importa che l’abbia fatto per parlare alla pancia dei militanti della Lega, perché il richiamo a forme di violenza, anche verbale, rendono Zaffiri indegno di ricoprire un ruolo di rappresentanza di una istituzione come il Consiglio regionale delle Marche.

Dispiace la reazione misurata di alcuni esponenti politici, che si limitano a stigmatizzare quelle parole e a chiedere semplicemente delle scuse. Quanto successo non è un incidente di percorso ma l’esternazione di un pensiero, lucido e in contrasto con i valori costituzionali. In giorni come questi, dove alcune forze politiche stanno irresponsabilmente soffiando sul fuoco del disagio di molti cittadini, aggravato da inesistenti politiche di integrazione, e che rischia di diventare xenofobia, abbiamo tutti il dovere di respingere con fermezza frasi e posizioni di questo tenore.

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