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15/10/2014 Pareggio di bilancio, al via la raccolta delle firme per l’abolizione

Cancellare dalla Costituzione quella norma demenziale frutto della destra e della subalternità delle altre parti della politica è essenziale.
E’ stato un atto grave quello di aver voluto scrivere nella nostra Costituzione l’obbligo del pareggio di bilancio, con una sciatteria culturale, e non occupandosi di quello che è il bilancio ordinario di milioni di famiglie, di quello che è il bilancio reale delle attività economiche.
Hanno immaginato di mettere una camicia di forza alla società, obbligando i governi a tagliare la protezione sociale, a mettere in una campana di vetro il welfare. Quando si mette in discussione questa cultura dei diritti di cittadinanza, lo si fa con l’argomento che bisogna uscire dalla crisi si compiono due delitti: il primo è che si ferisce il sentimento della giustizia sociale con le nuove povertà, il secondo delitto è che non si va da nessuna parte, si va a sbattere, non si salva un’economia costringendola a stare sotto le forche caudine delle formule magiche dell’oltranzismo ideologico di coloro che dicono austerity, austerity, austerity.
Vedremo come andrà a finire il braccio di ferro tra Renzi e l’Ue: andava però contestata duramente la politica europea. Il premier ha fatto tutte le parti in commedia: una con Cameron, una con Hollande e poi quella dello scolaretto che ha obbedito alla cancelliera Merkel.
Bisognava e bisogna ancora reagire a un’Europa sadica, perché i diritti sociali non sono il lusso della domenica.

[ssba]
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