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16/01/2014 Una Commissione parlamentare sul trattamento di richiedenti asilo e migranti nei CIE

Le drammatiche immagini proposte il 16 dicembre 2013 dal TG2 sul Centro di Prima Accoglienza di contrada Imbriacola, a Lampedusa, con migranti denudati, in fila al freddo, sottoposti a disinfestazione per la scabbia, come anche il decesso di un ventenne al Cara di Mineo, rappresentano solo gli ultimi eventi inquietanti che, nel tempo, hanno avuto luogo in diversi centri di accoglienza (CDA), centri di accoglienza per richiedenti asilo (CARA), nonchè centri di identificazione ed espulsione (CIE).
E’ di tutta evidenza che, in relazione a tali luoghi, sia sempre più urgente la necessità politico-istituzionale di fare luce su quanto ormai accade vi costantemente. È fuori di dubbio, infatti, che in un Paese democratico vadano garantiti i diritti di tutti, come previsto anche dalla nostra Costituzione. Proprio alla luce del mancato rispetto delle garanzie degli stranieri che spesso caratterizza le strutture dedicate all’ accoglienza, come anche in quelle per l’identificazione e l’espulsione, i proponenti ritengono che l’interesse pubblico sotteso alla questione sia tale da giustificare l’istituzione, in tempi brevissimi, di una Commissione parlamentare di inchiesta, atteso che il funzionamento di tali strutture e la tutela dei migranti debba essere patrimonio condiviso da tutte le parti politiche.
I proponenti, con l’auspicio che si proceda al più presto all’istituzione della Commissione parlamentare di inchiesta SUI Centri di accoglienza (CDA), Centri di accoglienza PER richiedenti asilo (CARA) e i Centri di identificazione ed espulsione (CIE), che sola potrà fare luce sulle responsabilità politico-istituzionali della vicenda, sottopongono quindi all’attenzione del Parlamento il presente testo che ne prevede la natura monocamerale, senza dubbio in grado di garantire maggiore snellezza e rapidità allo svolgimento dei lavori.

Art. 1.
(Istituzione e funzioni della Commissione).
1.È istituita, ai sensi dell’articolo 82 della Costituzione, una Commissione parlamentare di inchiesta, di seguito denominata «Commissione», al fine di indagare sulle condizioni di trattenimento dei migranti nei Centri di Accoglienza (CDA), nei Centri di Accoglienza per Richiedenti Asilo (CARA) e nei Centri di Identificazione ed Espulsione (CIE).
2. La Commissione ha il compito di:
a) accertare se i CDA, CARA e CIE siano luoghi di sospensione dei diritti fondamentali e se, in particolare, in tali strutture siano stati perpetrati trattamenti disumani o degradanti nei confronti degli immigrati ivi accolti o trattenuti;
b) ricostruire in maniera puntuale gli eventi critici accaduti nei CDA, CARA e CIE;
c) indagare sui tempi e le modalità di accoglimento degli immigrati nei CDA, CARA e di trattenimento nei CIE e, in relazione a tali ultime strutture, verificare se viene data effettiva e puntuale applicazione delle disposizioni e delle garanzie a tutela degli stranieri espulsi e trattenuti previste dalla Direttiva 2008/115/CE ( cd. direttiva rimpatri) anche al fine di accertare eventuali responsabilità che possono aver determinato i diversi eventi critici che hanno avuto luogo, nel tempo, in tali strutture;
d) verificare l’effettivo rispetto degli standard di gestione previsti dalle attuali disposizioni normative e regolamentari per ciò che attiene i servizi di orientamento, nonchè di tutela legale e sociale erogati nelle strutture, con particolare attenzione alle prestazioni sanitarie, al rispetto del diritto d’asilo e alla tutela delle situazioni più vulnerabili.
Art. 2.
(Composizione e durata della Commissione).
1.La Commissione è composta da venti deputati, nominati dal Presidente della Camera dei deputati, in proporzione al numero dei componenti i gruppi parlamentari, comunque assicurando la presenza di un rappresentante per ciascun gruppo esistente.
2.Con gli stessi criteri e con la stessa procedura di cui al comma 1 si provvede alle sostituzioni che si rendano necessarie in caso di dimissioni dalla Commissione o di cessazione del mandato parlamentare.
2. La Commissione, nella prima seduta, elegge l’Ufficio di presidenza, composto dal presidente, da due vicepresidenti e da due segretari.
3. La Commissione conclude i propri lavori entro sei mesi dalla data della sua costituzione e presenta alla Camera dei deputati, entro i successivi sessanta giorni, la relazione finale sulle indagini da essa svolte.
Art. 3.
(Poteri e limiti della Commissione).
1.La Commissione procede alle indagini e agli esami con gli stessi poteri e le stesse limitazioni dell’autorità giudiziaria.
2.La Commissione ha facoltà di acquisire copie di atti e documenti relativi a procedimenti e inchieste in corso presso l’autorità giudiziaria o altri organismi inquirenti, nonché copie di atti e documenti relativi a indagini e inchieste parlamentari, anche se coperti da segreto.
3.La Commissione garantisce il mantenimento del regime di segretezza fino a quando gli atti e i documenti trasmessi in copia, ai sensi del comma 2, siano coperti dal segreto.
4. Per i fatti oggetto dell’inchiesta parlamentare non è opponibile alla Commissione il segreto di Stato, né quello di ufficio, professionale e bancario.
5. Per le testimonianze rese davanti alla Commissione si applicano le disposizioni degli articoli da 366 a 384-bis del codice penale.
6. La Commissione stabilisce quali atti e documenti non devono essere divulgati, anche in relazione ad esigenze attinenti ad altre istruttorie o inchieste in corso. Devono in ogni caso essere coperti dal segreto gli atti e i documenti attinenti a procedimenti giudiziari nella fase delle indagini preliminari.
Art. 4.
(Obbligo del segreto).
1.I componenti la Commissione, il personale addetto alla stessa e ogni altra persona che collabora con la Commissione o compie o concorre a compiere atti di inchiesta, oppure ne viene a conoscenza per ragioni di ufficio o di servizi, sono obbligati al segreto per tutto quanto riguarda gli atti e i documenti di cui all’articolo 3, commi 3 e 6.
2. Salvo che il fatto costituisca più grave reato, la violazione dell’obbligo di cui al comma 1, nonché la diffusione, in tutto o in parte, anche per riassunto o informazione, di atti o documenti del procedimento di inchiesta dei quali è stata vietata la divulgazione, sono punite ai sensi dell’articolo 326 del codice penale.
Art. 5.
(Organizzazione dei lavori della Commissione).
1.La Commissione, prima dell’inizio dei lavori, adotta il proprio regolamento interno a maggioranza assoluta dei suoi componenti.
2.Le sedute sono pubbliche. Tuttavia, la Commissione può deliberare, a maggioranza semplice, di riunirsi in seduta segreta.
3. La Commissione può avvalersi direttamente dell’opera di agenti e ufficiali di polizia giudiziaria.
4. Per l’espletamento delle sue funzioni, la Commissione fruisce di personale, locali e strumenti operativi messi a disposizione dal Presidente della Camera.
5. Le spese per il funzionamento della Commissione è posta a carico del bilancio interno della Camera dei Deputati.
Art. 6.
(Entrata in vigore).
1. La presente legge entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale.

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