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07/11/2016 Turchia, contro la repressione il governo sospenda i trattati con Ankara

Siamo ancora più indignati per quanto sta accadendo in Turchia, con gli arresti di deputati e dirigenti dell’Hdp. I fatti del 3 novembre sono il naturale sbocco della stretta autoritaria imposta dal regime di Erdogan all’indomani del golpe fallito del 15 luglio scorso con le purghe avviate nella burocrazia statale, nell’esercito, nelle forze dell’ordine, nella magistratura, nelle università, nel mondo dell’informazione.

Ora, il regime di Erdogan mette agli arresti il gruppo dirigente del principale Partito di opposizione, l’Hdp, forza politica con cui Sinistra Italiana ha stretto un gemellaggio nel luglio scorso durante la visita ufficiale a Istanbul di una delegazione di parlamentari di Sinistra italiana.

Chiediamo al governo del nostro Paese di agire con determinazione presso tutte le sedi internazionali, in particolare della Nato che vede la Turchia come Paese membro, per una presa di posizione netta e determinata sull’involuzione repressiva di Ankara.

Proponiamo che l’Italia si impegni a sostenere la sospensione dei Trattati sottoscritti con la Turchia, a partire da quelli sulla gestione dei rifugiati, richiami per comunicazioni l’ambasciatore italiano ad Ankara e, infine, si impegni a portare al Consiglio di sicurezza dell’Onu una risoluzione che metta al centro la questione curda, in tutte le sue articolazioni.

Oltre a forme di mobilitazione in tutta Italia, Sinistra Italiana continuerà con ancora più forza a porre la question in Parlamento, a partire dall’invito che rivolgiamo alle commissioni esteri di Camera e Senato ad inviare delegazioni di parlamentari unitarie ad Ankara perché il governo turco innanzitutto abbia chiara l’andata di contrarietà dell’opinione pubblica europea e italiana, per queste azioni repressive che colpiscono la libertà e la democrazia.

[ssba]
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