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13/04/2017 Trivelle, decreto Mise cavallo di troia per nuove installazioni

Il recente decreto del MISE consente agli impianti di estrazione di idrocarburi che stanno dentro il limite delle 12 miglia dalla costa e dalle aree protette di realizzare nuovi pozzi e nuove piattaforme con la scusa di dover realizzare attività funzionali alla coltivazione di giacimenti di idrocarburi già autorizzate, fino all’esaurimento degli stessi. Un modo ingegnoso per aggirare la legge. Concessioni vecchie ma nuove trivellazioni.

Una cosa inaudita. Uno schiaffo agli oltre 14 milioni di italiani che hanno partecipato al referendum promosso dalle regioni. Calenda fa il furbo perché l’articolo 15 del suo decreto permette alle compagnie petrolifere di portare a termine le attività anche attraverso ‘varianti’. Il che significa che se un gruppo petrolifero ha avuto i titoli abilitati per 5 trivellazioni e ne ha effettuate solo tre e si è accorto che il giacimento su cui sta lavorando sfonda le 12 miglia, può operare anche in quell’area anche se è vietato dalla legge solo perché deve recuperare le riserve accertate. Pazzesco. Ora che abbiamo scoperto il trucco Calenda ritiri il decretoo.

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