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22/02/2017 Si continua a chiamare mercato la svalutazione del lavoro

Premesso che condanniamo la violenza, in qualsiasi forma essa si esprima, i saluti romani e la strumentalizzazione delle forze neofasciste delle proteste di ieri, ribadiamo che le mobilitazioni degli ambulanti e dei tassisti hanno alla base ragioni serie. Si tratta di lavoratrici e lavoratori in grande sofferenza che hanno dovuto subire un blitz in Senato che stravolge le loro condizioni di lavoro.
Sono stati trattati da sudditi e non da cittadini con un governo che ha messo la fiducia al maxi-emendamento sia alla Camera che al Senato, impedendo così la discussione nel merito. Si continua a chiamare ‘mercato’ quello che in realtà è la giungla della svalutazione del lavoro. Non si può mettere sullo stesso piano chi ha comprato una licenza per migliaia di euro ed è costretto a sottostare a degli orari imposti dalla legge con chi non ha queste necessità. Non si può applicare la Direttiva Bolkestein al commercio ambulante. Non è concorrenza ma svalutazione del lavoro.

L’incontro di ieri sera si sarebbe dovuto tenere molto prima. Dobbiamo girare pagina all’insegna della protezione del lavoro.

[ssba]
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