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04/02/2015 SEL incontra Naomi Klein: battere austerità e cambiamenti climatici

Penso che tornare al più presto a ragionare sul fatto che c’è un modello di crescita e sviluppo che estrae la ricchezza dalla devastazione dei fattori ambientali sia importante.
E penso che sia ancora più vero ed attuale in un Paese come l’Italia che sta misurando drammaticamente cosa significhi ad esempio il cambiamento del clima, con le alluvioni, con il fatto che piove sempre di meno ma piove sempre di più in forme violente e concentrate, e quindi con conseguenze alluvionali. E le alluvioni disvelano il disastro che è figlio dell’antropizzazione, del sovraccarico di cemento in un territorio delicato e fragile.
Allora tutto questo non ha a che fare con i convegni, o con i salotti delle anime belle. Ha a che fare concretamente con l’agenda della politica, e con l’agenda di governo.
Per noi, in un Paese come l’Italia dove si dice cambiare verso e poi concretamente ad esempio tornano le trivelle a bucare i fondali del mar Adriatico. Avere la forza anche di avere una relazione planetaria per costruire una battaglia politica efficace è decisivo. Naomi Klein è davvero una figura decisiva per fare questo, perché disvela cosa c’è dietro tanti discorsi generici e ipocriti.
La verità è bisogna proprio intervenire sul modello di capitalismo, e pensare che va ricostruita la nozione di ricchezza. Non ci può essere nel mondo futuro una ricchezza privata che non sia anche ricchezza collettiva. Se la ricchezza privata viene estratta dalla devastazione dei beni comuni, allora lì c’è un problema. Si mette in discussione il vivente e il futuro della specie umana. Ecco io credo che la radicalità di questo pensiero aiuti la politica a camminare sui sentieri di giustizia.

[ssba]
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