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23/03/2016 Scuola, quei blitz antidroga nelle scuole che non promuovono educazione

Il blitz delle forze dell’ordine al liceo Virgilio di Roma, il corso antidroga della scuola rivolto agli studenti promosso dalla discussa setta religiosa Scientology, il clima di tensione nell’istituto e la necessità di riportare un clima di serenità e fiducia reciproca tra le varie componenti scolastiche.

Sono i motivi che ha spinto i deputati di Sinistra Italiana a presentare un’interrogazione parlamentare alla ministra Giannini. L’atto di sindacato ispettivo è stato sottoscritto dal capogruppo dei deputati, Arturo Scotto, dal coordinatore Nicola Fratoianni, dai capigruppo di commissione Cultura e Scuola, Giustizia e Sanità Annalisa Pannarale, Daniele Farina e Marisa Nicchi, da Giulio Marcon, Giovanni Paglia e Celeste Costantino. Qui di seguito il testo:

“Al ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca. Per sapere – premesso che:

si moltiplicano in tutta Italia iniziative di controllo della presenza di sostanze stupefacenti nelle scuole, attuate attraverso blitz delle forze dell’ordine nelle aule durante l’orario scolastico, in alcuni casi con la presenza di cani antidroga;

in particolare, l’attività repressiva è rivolta ai cannabinoidi, che rappresentano la sostanza più diffusa, e sui quali è avviata ad ogni livello una riflessione sull’opportunità di forme di depenalizzazione o legalizzazione; la scuola dovrebbe essere il luogo dedicato alla crescita e alla formazione delle giovani generazioni, che passa anche per la capacità di approcciare criticamente situazioni complesse; l’approccio con tematiche problematiche dovrebbe comunque sempre essere affidato agli insegnanti e alla comunità scolastica, non certo demandato ad interventi esterni, tanto meno delle forze dell’ordine;

a Roma, il giorno 22 marzo nel corso di un’operazione dei carabinieri – avvenuta nel cortile della scuola durante la ricreazione – un giovane studente del liceo Virgilio è stato arrestato ed altri segnalati alla Procura della Repubblica perché trovati con sostanze stupefacenti cannabinoidi;

sia da parte degli studenti che da parte di alcuni genitori è stato fatto notare che non si dovrebbe assistere a momenti plateali di criminalizzazione di studenti, anche se coinvolti in comportamenti non idonei e attualmente penalmente perseguibili;

dagli organi di informazione si desume peraltro che il comportamento della dirigente scolastica non sia stato all’altezza della situazione, rifiutando ogni tipo di confronto;

già nei mesi scorsi, il liceo Virgilio è balzato agli onori della cronaca giornalistica per alcune settimane di occupazione studentesca, con situazioni di tensione venutesi a creare e risolta solo grazie all’azione di mediazione del sottosegretario all’Istruzione Faraone che ha aperto un tavolo di confronto con gli studenti;

dagli organi di informazione emerge anche la denuncia di alcuni genitori del medesimo liceo in merito alle iniziative antidroga curate dal Liceo Virgilio rivolte a tutte le classi dell’Istituto e promosse, come si evince dalle circolari della dirigente scolastica, dalla Fondazione “Per un mondo libero dalla droga” (sito web: drugfreeworld.org). Fondazione che fa direttamente riferimento alla discussa Chiesa, o meglio setta religiosa, Scientology. Senza alcun riferimento a progetti simili di altre istituzioni scientifiche italiane di comprovata serietà ed autorevolezza, o della Regione Lazio o di altre istituzioni.

se il Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca abbia deciso e in quali forme nelle iniziative antidroga nelle scuole pubbliche italiane la collaborazione con le strutture della organizzazione Scientology;

se le iniziative antidroga del liceo Virgilio di Roma in collaborazione con l’organizzazione Scientology siano state autorizzate dal ministero e in caso contrario quali immediati provvedimenti intenda assumere nei confronti dei responsabili dell’iniziativa;

quali iniziative urgenti intenda assumere il Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca per riportare un clima di serenità e tranquillità tra gli studenti, il corpo docente e i genitori all’interno del liceo Virgilio, ciclicamente scosso da tensioni che potrebbero essere facilmente superate se la dirigenza scolastica avesse avuto in questi mesi un atteggiamento diverso da quello avuto;

se non si ritenga, a livello nazionale, di dover intervenire per interrompere la pratica dei controlli antidroga condotti negli edifici scolastici durante le ore di lezione, tanto più se condotti con modalità aggressive; se non si ritenga che si debbano piuttosto prevedere ed intensificare, nell’ambito dell’attività formativa, momenti legati alla crescita della consapevolezza relativa all’utilizzo di tutte le sostanze, a partire dai pericoli connessi all’uso e all’abuso delle droghe, con la collaborazione di esperti qualificati ed autorevoli, in collegamento con le istituzioni locali e i centri di ricerca sanitaria e psicologica pubblica”.

[ssba]
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