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19/05/2016 Scuola, le vostre sacrosante rivendicazioni sono anche le nostre

Nel momento in cui la crisi economica ha dato origine in tutto il Paese a una preoccupante depressione civile è necessario sostenere con convinzione le rivendicazioni dei lavoratori della scuola, dell’università e della ricerca in sciopero generale domani 20 maggio. Il mancato rinnovo del contratto nazionale di lavoro – fermo da sette anni – la mancata risposta alle difficoltà del personale ATA ignorato dalla cosiddetta “Buona Scuola” e ripetutamente colpito da tagli ai salari e agli organici, la stabilizzazione di tutti i precari, l’allargamento dei poteri dei dirigenti scolastici, ormai sempre più schiacciati sull’amministrazione piuttosto che sull’organizzazione della didattica: sono tutte questioni che attendono una risposta di segno opposto a quanto fatto fino ad ora dal governo Renzi.

La legge 107 si colloca all’interno di un disegno ideologico più ampio, teso a cambiare − insieme alle riforme costituzionali ed elettorali e al diritto del lavoro – forma e sostanza della nostra democrazia. Questo movente ideologico si manifesta nell’aver assunto un’interpretazione dell’autonomia scolastica come concorrenza, e quindi disuguaglianza, fra scuole pubbliche, e nell’aver escluso il sapere critico come fondamento e finalità dell’educazione scolastica. Per queste ragioni, è necessario sostenere la raccolta di firme per l’abrogazione delle norme della legge Giannini-Renzi, lanciata dalla Flc Cgil. Lo sciopero generale e il referendum abrogativo sono le armi democratiche che consentono di sollevare il dibattito pubblico sugli enormi problemi dell’accesso universale alla scuola, al sapere e all’alta formazione universitaria.

Il governo ascolti e dia risposte concrete a questi lavoratori, penalizzati dalla “Buona scuola” che di buono evidentemente ha ben poco, e dai tagli agli investimenti pubblici per l’università e la ricerca, mortificando, tra l’altro, il diritto universale allo studio.

[ssba]
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