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21/10/2015 Riforma Rai, il servizio pubblico non è dello Stato ma dei cittadini

Dalla maggioranza e dal governo netta chiusura sulle modifiche alla legge sulla Rai. Avremmo voluto affrontare alcuni nodi che riguardano la governance della Rai e il suo ruolo nell’informazione. Avremmo voluto discutere di indipendenza dai poteri forti e dalla politica, della sua autonomia, del pluralismo politico e culturale. Avremmo voluto discutere di come si ripensa oggi il ruolo del servizio pubblico, di progetti editoriali innovativi e originali. Invece la risposta è stato un testo blindato. Non è blindando i testi che si risolvono i problemi della più grande azienda culturale del Paese.

Renzi aveva promesso di sottrarre la Rai ai partiti e di restituirla ai cittadini. In effetti un po’ l’ha sottratta ai vari partiti e al Parlamento ma per metterla nelle mani salde e avvolgenti del partito di maggioranza e del governo. Il cuore di questa riforma è costituito da un’architettura inquietante e incostituzionale che fa del servizio pubblico un sistema al servizio del governo: amministratore delegato di nomina governativa e dotato di enormi poteri, CdA emanazione del governo. Il servizio pubblico non è tale perché è dello Stato ma perché è al servizio dei cittadini.

[ssba]
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