• Gruppo Sinistra Italiana
Home » Blog » Ricercatore tunisino bloccato, ora intervenga il governo
22/04/2016 Ricercatore tunisino bloccato, ora intervenga il governo

Ho chiesto ufficialmente, con un’interrogazione parlamentare al governo, che il ministro Gentiloni e la ministra Giannini intervengano su una vicenda surreale. Ad un giovane ricercatore tunisino, Safouane Trabelsi, invitato a Genova dall’università, è stato negato il visto per entrare in Italia, come denunciato pubblicamente dal rettore dell’ateneo ligure, Paolo Comanducci.

Peraltro il dottor Trabelsi partecipava già da un anno a un progetto del Laboratorio di sociologia visuale dell’Università di Genova in Tunisia, nell’ambito del progetto di cooperazione accademica tra università europee e tunisine denominato “Alyssa” I funzionari italiani dell’ambasciata gli hanno richiesto una lista di ulteriori documenti di curiosa natura e difficile reperimento – peraltro nell’arco di poche ore – tra i quali la busta paga del padre di Trabelsi e un certificato di lavoro del medesimo.

È inaccettabile che a un ricercatore che fa parte di un programma finanziato dalla Comunità Europea venga impedito di entrare nel nostro Paese senza dare alcuna motivazione, semplicemente accampando improbabili richieste: la busta paga del padre e il certificato di lavoro dello stesso.

Il governo deve chiarire immediatamente l’accaduto, che ci ridicolizza agli occhi del resto d’Europa e umilia gli sforzi di chi cerca di rispondere all’emergenza del terrorismo investendo in cultura e formazione. Ci sono già troppe frontiere nei nostri mari senza che anche ottusi burocrati, senza alcuna ragione, rendano le cose ancora più difficili. Chi ha sbagliato deve renderne conto e dovranno essere riconosciuti i danni economici e di immagine all’ateneo di Genova.

[ssba]
Commenta