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28/02/2017 Pagato con i voucher, Inps gli nega la pensione. Domani nel Question Time di SI

Il governo ci dica come è possibile che ad un lavoratore modenese, con 30 anni di contributi versati da lavoratore dipendente, e con successivo cumulo di contributi afferenti alla gestione separata (provenienti da prestazioni a voucher), verificata la possibilità di anticipare il requisito da 67 anni a 63 e 7 mesi, la locale sede dell’INPS avrebbe negato la collocazione in pensione a partire da gennaio 2017, opponendo la mancata maturazione del diritto. Il governo quali provvedimenti urgenti intende assumere su quanto si sta verificando presso le sedi dell’Inps che, come quella di Modena, stanno negando un diritto ai lavoratori, chiarendo i motivi per i quali non siano mai state date le opportune e doverose disposizioni per rimediare al più presto ad una lacuna inaccettabile.

Queste le domande che il gruppo parlamentare di Sinistra Italiana porrà domani al governo nell’Aula di Montecitorio durante il Question time in diretta tv.

Da una verifica effettuata dal patronato INCA Cgil sarebbe stata confermata la mancata erogazione della pensione motivata con il fatto che negli ultimi 4 anni l’operaio è stato pagato a voucher. La sede dell’INPS di Modena non sarebbe, infatti, abilitata all’accredito dei contributi da lavoro a voucher. È del tutto evidente che, se confermata, la notizia oltre ad essere incredibile, rappresenterebbe una lesione del diritto dei lavoratori, che oltre a vedersi costretti a lavorare in assenza di contratto, con la retribuzione affidata a un buono orario, sarebbero anche privati del diritto alla pensione. Per quanto risulta agli interroganti, le sedi periferiche dell’INPS, come quella di Modena, potrebbero non essere autorizzate ad accreditare i versamenti contributivi derivanti da voucher e ciò rappresenterebbe un fatto di gravità inaudita.

[ssba]
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