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15/06/2016 Napoli, sui casi di inquinamento del voto risposte ancora parziali

L’allarme è grande e le risposte sono ancora parziali. Non metto in dubbio il lavoro straordinario messo in campo dalla Prefettura di Napoli e dalle Forze dell’Ordine. Ma quando non tutto il voto è libero il rischio che la democrazia stessa risulti dimezzata è molto forte.

Nei giorni scorsi sono state utilizzate parole pesanti, anche dal presidente del Consiglio, sul voto napoletano. “Userò il lanciafiamme”, lessico militare per occultare una sconfitta elettorale. Io penso che il lanciafiamme vada usato contro le pratiche che a Napoli non si vedevano dagli anni ’50, da quando Lauro offriva ai poveri di una città ancora ferita dalla guerra una scarpa prima e l’altra dopo il voto. Usatelo il lanciafiamme ma contro il voto di scambio, l’inquinamento e la mercificazione del voto, contro le carriere costruite sulla miseria della povera gente. La questione morale taglia la politica in maniera trasversale perché essa stessa non è autonoma e perché è impoverito il tessuto democratico del Paese. Ma quando si afferma che i voti non puzzano, che qualsiasi alleanza va bene per reggere le sorti del governo, allora questi sono messaggi incoraggianti per i mercanti della politica e dei voti. Per questo occorre cambiare. Mi auguro ci sia uno sforzo domenica ai ballottaggi. Ma poi occorrerà riflettere su cosa è diventata la nostra democrazia in particolare nel Mezzogiorno.

[ssba]
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