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25/07/2014 Modena, False cooperative: lavoratori rinchiusi in cella frigo è scena inaccettabile

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La vicenda di un gruppo di operai di due cooperative della logistica nel modenese -che hanno denunciato di essere costretti a lavorare anche oltre 250 ore al mese nonché in una circostanza di essere stati rinchiusi in dodici all’interno di una cella frigorifera per sfuggire ai controlli siccome senza contratto – non può passare sotto silenzio, con il suo carico di diritti negati fino alla radice, perché pare provenire dal XIX secolo e non da uno dei cuori produttivi d’Italia, ovvero la provincia modenese.

Presenterò un’interrogazione parlamentare sul caso e sul tema delle cooperative spurie nel settore della logistica e del trasporto, che registra ormai centinaia di casi in tutti i territori dell’Emilia Romagna.

In questo settore strategico le false cooperative ormai imperversano e il marcio che regge questo sistema di illegalità diffusa ogni tanto viene alla luce; questa volta grazie a un coraggioso gruppo di operai che hanno avuto la forza di raccontare quel che sono costretti a subire quotidianamente.

C’è bisogno che le istituzioni alzino la voce e che si intervenga concretamente attraverso un sostegno al reddito per chi denuncia in modo da slegare i lavoratori dal ricatto della povertà; severe sanzioni nei confronti di queste false cooperative e per le aziende che a loro hanno affidato l’appalto; una white list delle imprese che rispettano la contrattazione nazionale.

Il territorio che ha dato vita al modello cooperativo non può rimanere indifferente di fronte alla trasformazione di parte del tessuto produttivo in caporalato legalizzato.

[ssba]
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