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01/02/2015 Mattarella Presidente, perché abbiamo fatto la “cosa giusta”

Sono convinto che Sinistra Ecologia e Libertà abbia fatto la “cosa giusta” contribuendo ad eleggere Sergio Mattarella alla Presidenza della Repubblica. Per quello che ho potuto, nella funzione che in questa fase sono chiamato a svolgere, ho spinto molto in questa direzione. Perché? Io credo che il passaggio del Quirinale, per una forza come la nostra, sia sempre difficile. Soprattutto per la nostra convinta collocazione all’opposizione. In tanti si sono esercitati in queste ore in dissertazioni un po’ dietrologiche sul perché il sostegno di Sel sia arrivato subito e senza tentennamenti, ben prima di altri partiti e di esponenti che addirittura ricoprono ruoli di governo. Semplice, perché abbiamo guardato, come sempre, al merito delle proposte. Le biografie contano e quella di Sergio Mattarella ha un peso nella vicenda politica italiana. E il ruolo di Garante della Costituzione e di rappresentante dell’unità nazionale aveva bisogno di personalità come la sua: mai sopra le righe, di limpidezza morale indiscutibile, forte e deciso nelle sue convinzioni. È l’anticamera dell’ingresso in maggioranza del nostro partito? Nemmeno per idea. Il giudizio non cambia di un millimetro. Ma abbiamo dimostrato che Sel ha un qualche peso nella politica anche al di là delle sue percentuali e dei suoi numeri. Molti giornalisti hanno parlato di tre maggioranze su cui il Parlamento può contare. La prima di governo, che però partorisce Jobs Act e Sblocca Italia. Misure disastrose per il Paese. La seconda sulle riforme costituzionali ed elettorali, partorite nelle stanze del Nazareno. Un contributo alla degenerazione della politica e delle istituzioni. La terza, quella che sceglie Mattarella, un Presidente che come primo gesto si reca alle Fosse Ardeatine, inviando un messaggio fortissimo: la Repubblica si fonda su Resistenza e antifascismo. Per questo abbiamo fatto una cosa buona per il Paese. Senza sbavature, compromessi al ribasso, scambi inconfessabili. Da domani riprenderemo la nostra battaglia in Parlamento perché la Costituzione non divenga il tappetino dei progetti fintamente innovatori del renzismo. Senza sconti e senza timidezze. E siamo certi che troveremo lì al Quirinale qualcuno che quantomeno ascolterà le nostre ragioni.

P.S. Una piccola annotazione personale. Ho avuto il privilegio nel 2006 di essere compagno di banco alla Camera dei Deputati di Sergio Mattarella. Per circa un anni, prima che con Fabio Mussi dessimo vita a Sinistra Democratica. Ero il deputato più giovane del Parlamento, appena 27 anni, eletto nelle file dell’Ulivo e vivevo un disorientamento fortissimo. Con lui ricordo lunghe chiacchierate molto istruttive, per me che avevo fame di imparare tutto. E non sopporto le descrizioni che leggo di lui come persona triste e di pochi sorrisi. Perché non è vero. È semplicemente un gran signore, un uomo che fa quello che dice e dice quello che fa. Non un pagliaccio, in un epoca in cui la politica fa della volgarità al potere una bussola. Non una persona che parla a sproposito, in un epoca in cui le parole sono usate come un randello su avversari. Se questo vi sembra poco… Buon lavoro, Sergio.

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