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08/04/2016 “Ma la mia banca è differente?”, il convegno di SI sul credito italiano

Non esiste un forte Paese industriale che non possa contare su un sistema finanziario solido. Non a caso il feroce processo di deindustrializzazione che ha colpito l’Italia nella fase più acuta della crisi, ridisegnandone il profilo economico e sociale, si è intrecciato ad un indebolimento progressivo del circuito bancario nazionale, che appare ben lontano dall’essere risolto. Questo si accompagna all’evoluzione delle regole nazionali, comunitarie e globali che insistono sul sistema bancario, dal bail-in a Basilea 3 alla Mifid II, modificandone in parte paradigmi tanto nel campo del rapporto con la clientela quanto in quello dell’erogazione di credito.

La politica italiana sembra aver subìto questa situazione, senza comprenderne fino in fondo la portata strutturale, tanto più in un Paese storicamente e ancora banco-centrico, al punto da essere travolta dal decreto di novembre sulle 4 banche avviate a risoluzione, assunto con frettolosa superficialità, senza calcolarne adeguatamente l’impatto sulla fiducia dei risparmiatori e degli investitori. La stessa superficialità si nota d’altronde in queste ore intorno alla vicenda Carige, che vede la sesta banca italiana al centro di un’ipotesi di acquisizione a prezzo di saldo da parte di un fondo estero, senza che Governo e maggioranza appaiano intenzionati a prendere parola. Noi invece con questo convegno vogliamo farlo.

Vogliamo discutere della relazione fra fiducia, risparmio e investimenti, a partire dal tema centrale della tutela dell’attore più debole della catena, ovvero il risparmiatore. Vogliamo discutere del ruolo delle lavoratrici e dei lavoratori del credito, in un momento di grande cambiamento tecnologico, che tuttavia spesso maschera la tentazione dei banchieri di scaricare sul lavoro il peso delle loro responsabilità gestionali, interrompendo inoltre il tradizionale rapporto di reciprocità fra rete e consumatori, anziché riformarlo per superare diffidenze e criticità.

Vogliamo discutere della possibilità che una rinnovata attenzione della politica per le dinamiche finanziarie possa determinare da un lato la soluzione del problema noto delle sofferenze, e dall’altro un nuovo indirizzo di banca per i cittadini e lo sviluppo, anche attraverso l’utilizzo di leve già esistenti, come la CDP, e da costruire quali una banca pubblica che potrebbe costituire una soluzione anche per istituti in difficoltà come MPS. Per questo abbiamo organizzato questo convegno a cui vi invitiamo a partecipare, per aiutarci a delineare un punto di vista che oggi manca ma proprio per questo è indispensabile.

[ssba]
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