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03/03/2014 Le dimissioni di Antonio Gentile da sottosegretario, per ripristinare il rapporto fiduciario tra governo e parlamento

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Nelle ultime ore fa discutere la nomina a sottosegretario del dicastero delle Infrastrutture e dei Trasporti del senatore Antonio Gentile, accusato di aver fatto pressioni al fine di impedire l’uscita di un’edizione del quotidiano “L’Ora della Calabria” che pubblicava la notizia di un’indagine della Procura di Cosenza a carico del figlio.

Il 19 febbraio nel corso di una conferenza stampa il direttore del quotidiano calabrese Luciano Regolo ha denunciato che il giorno precedente, il 18 febbraio, si era consumato un fatto gravissimo per la libertà di stampa, perché attraverso la violazione delle più elementari regole della democrazia e del vivere civile è stata boicottata l’uscita del suo giornale per un presunto guasto alle rotative. “Ultimata la lavorazione del giornale, a tarda ora – ha riferito lo stesso Regolo – l’editore mi ha chiesto se non fosse possibile ritirare dalla pubblicazione l’articolo relativo all’indagine in corso sul figlio del senatore Tonino Gentile, Andrea, al quale sono contestati i reati di abuso d’ufficio, falso ideologico e associazione a delinquere nell’ambito del caso dell’Azienda sanitaria provinciale. Di fronte alla mia insistenza, nella difesa del diritto di cronaca, ho minacciato all’editore stesso le mie dimissioni qualora fossi stato costretto a modificare il giornale, vanificando il mio lavoro e quello dei miei colleghi. È evidente – conclude – che si è trattata di un’azione intollerabile ed ingiusta, e aspetto serenamente che la Procura di Cosenza mi convochi per produrre la documentazione in mio possesso riguardo alle pressioni che il politico italiano, per interposta persona, ha effettuato per evitare che fosse divulgata l’indagine sul conto di suo figlio”.

L’episodio oltre a generare una bufera mediatica e a gettare una luce sinistra sui corretti processi dell’informazione nella regione Calabria, rappresenta la palese violazione della libertà di stampa tutelata nel nostro Paese dall’art. 21 della Costituzione, che inficia gravemente la credibilità pubblica dell’esecutivo appena insediatosi.

La recente nomina del senatore Gentile a sottosegretario, oltre a calpestare la dignità di quei redattori, come lo stesso Regolo, che quotidianamente hanno il coraggio di non tacere di fronte all’arroganza del potere e che sono impegnati con onestà, passione ed obiettività a raccontare l’amara realtà di una terra che certe consorterie vogliono continuare a vedere sottomessa ed arretrata, colpisce alle fondamenta il difficilissimo percorso di ricostruzione di libertà e di identità che tanti calabresi , giornalisti e non, stanno conducendo.

A prescindere dall’eventuale responsabilità penale del neo sottosegretario Sen. Gentile che dovrà essere accertata in sede giudiziaria, appare tuttavia necessario che il Paese e le sue istituzioni siano salvaguardate nel loro prestigio e nella loro dignità. Pertanto ragioni di opportunità e precauzione dovrebbero indurre il Governo ad evitare che personalità espressive di simili comportamenti, una collusione tra politica e sodalizi criminosi, possano assumere importanti cariche istituzionali giurando fedeltà alla Repubblica e alla Costituzione, ed esercitando funzioni nell’interesse esclusivo della nazione.

Il rapporto fiduciario tra Camere e Governo non può non riflettersi anche sul rapporto con i Sottosegretari di Stato, in considerazione del loro ruolo di indirizzo, di supporto e di supplenza dell’attività di Governo nelle sedi parlamentari.

Per questo motivo ho presentato una mozione, insieme a tutto il gruppo parlamentare SEL, per invitare il Senatore Antonio Gentile a rassegnare le dimissioni da sottosegretario di Stato per le Infrastrutture ed i Trasporti.

Fotografia da il Sole 24 ore.

[ssba]
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