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19/11/2013 La prostituzione minorile non è entertainment

teenager

Domani si celebra la Giornata internazionale per i diritti dell’infanzia e dell’adolescenza e il dibattito in Italia è tuttora concentrato sulla vicenda dei Parioli. A partire dal 28 ottobre scorso, quando è iniziata l’inchiesta sullo sfruttamento della prostituzione di due ragazze minorenni in un appartamento ai Parioli, abbiamo assistito e assistiamo tuttora a un vero e proprio assalto mediatico sulle due ragazze implicate.

L’inchiesta ha messo in luce una realtà poco indagata e che certamente merita di essere approfondita; quella di un certo tipo di prostituzione, che non è quella, fatta di miseria e spesso tragedia, in mostra ogni giorno lungo le strade consiliari e provinciali. La vicenda dei Parioli ha suscitato un forte interesse che si è purtroppo focalizzato sul lato scabroso e su particolari di dubbia rilevanza rispetto alla comprensione del fenomeno. Giornali, telegiornali e trasmissioni televisive stanno sviscerando le intercettazioni di cui sono entrati in possesso con tale dovizia analitica da configurare una sorta di ermeneutica del mercimonio. Abbondano gli studi minuziosi sul contesto sociale e culturale in cui crescono le adolescenti nel nostro paese, oltre alla divulgazione di dettagli delle loro vite che costituisce un’aggressione continua all’intimità di queste due ragazze. Con questo modus operandi l’informazione strumentalizza il corpo delle donne per trarne un vantaggio, in questo caso mediatico: si tratta di due ragazzine che vengono colpevolizzate, senza che mai sia posta seriamente una domanda sul ruolo degli adulti in generale e su questi adulti in particolare. Sono decine e decine gli uomini, pedofili, i clienti di queste giovani ragazze. Su di loro i media italiani hanno calato un velo di omertà, quasi di complicità, come se fosse normale e giustificabile che ci siano persone che abusano di due ragazze minorenni.

Rimane misteriosa l’inclinazione secondo cui i giornalisti e le giornaliste che si occupano di questo caso non siano in grado, o non vogliano, affrontare il fenomeno della prostituzione minorile e la vicenda dei Parioli senza farla diventare un’occasione di intrattenimento. Il prezzo di questo approccio giornalistico e di questa prospettiva analitica lo pagano le donne, le ragazze e le bambine. La prostituzione minorile non è un fatto di costume; si tratta di una realtà definita che va affrontata sul piano culturale e perseguita con tutti i mezzi necessari.

Ai giornalisti questo salto interpretativo non lo chiede solo SEL, ma lo chiede anche la deontologia professionale a cui i professionisti dell’informazione sono chiamati a rispondere. Lo chiede la parte migliore del paese, quella a cui interessa fare luce sulla complessità della realtà e non sul pettegolezzo.

La vice-presidente del gruppo SEL Titti di Salvo ha inviato una lettera alla Presidente della Rai Anna Maria Tarantola per chiedere una maggiore attenzione da parte della più grande azienda culturale del nostro paese nel rappresentare le donne, con particolare riferimento alla circostanza che ha visto coinvolte le due minorenni romane, in modo da orientare l’opinione pubblica in maniera intelligente e sensata.

Il presidente della Repubblica ha dichiarato di auspicare che ‘le donne siano rappresentate con sobrietà e dignità nei media, così come si e’ impegnata a fare la Rai’. E’ fondamentale che l’impegno di cui parla il presidente Napolitano sia effettivo e che riguardi tutte le donne, specialmente se minorenni.

[ssba]
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