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10/06/2015 Diritti civili, ma il Pd da che parte sta?

Ci sono stati tanti sindaci progressisti che hanno fatto una scelta chiara: hanno trascritto matrimoni contratti all’estero tra persone dello stesso sesso con la consapevolezza che anche in Italia sia giunta l’ora di scrivere un nuovo capitolo sul tema dei diritti civili. Quello che vogliamo sapere dal Pd è da quale parte sta: con i sindaci o con la sentinella in piedi Alfano? Il tempo per una legge sui matrimoni gay è arrivato, non si può più pensare alle unioni civili mentre in Europa e nel mondo si allunga la lista dei paesi in cui si può contrarre matrimonio tra persone dello stesso sesso.

Non si può esultare per quello che avviene in Irlanda e poi non essere conseguenti. Non si può essere europeisti e fedeli servitori della volontà europea quando si parla di fiscal compact e restare invece sordi all’urlo di diritti e di libertà che arriva dall’Europa. Non vale tifare l’Europa quando si fanno passi in avanti sui diritti di tutte le persone e balbettare in Italia sugli stessi diritti, non riuscendo neanche a dire no alle pretese della sentinella della morale Alfano e alle sue ottuse circolari. L’Europa va verso la direzione dei diritti mentre l’Italia rimane ancorata al medioevo dei diritti. Noi di SEL siamo pronti, vogliamo parlare di matrimoni e di adozioni gay, vogliamo immaginare la libertà come il bene più prezioso che la politica debba tutelare e lasciare in eredità alle generazioni che verranno. Non si può sempre rinviare ad un altro momento decisioni che andrebbero assunte oggi.

[ssba]
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