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05/02/2015 Banche popolari, no a fiducia ma confronto in Parlamento

Matteo Renzi deve essersi distratto quando il Presidente della Repubblica nel suo discorso alle Camere ha invocato il rispetto delle garanzie di una corretta dialettica parlamentare, perché subito dopo ha ipotizzato la fiducia sul decreto Banche Popolari che ha appena iniziato il suo iter parlamentare. Una norma su cui sono state depositate da tutte le opposizioni pregiudiziali di costituzionalità, contro cui si sono già espressi illustri giuristi ed economisti, con la Consob che verifica e Assopopolari che manda osservazioni critiche, mentre siamo in attesa di una proposta di autoriforma delle stesse Popolari.

Parliamo di una norma che interviene pesantemente e arbitrariamente su dieci fra le prime venti banche del Paese, mutandone per decreto governance e percorsi futuri, senza che i loro bilanci giustifichino in alcun modo interventi di urgenza. Non abbiamo bisogno del turbo, come dice Renzi, ma della disponibilità di tutti a collaborare per riformare un settore imperfetto, ma vitale per le imprese e le famiglie italiane. Disponibilità che deve essere affiancata dalla collaborazione di tutti i soggetti coinvolti, a partire da clienti, soci e lavoratori.

Ci aspetteremmo dal Governo stimoli riformatori, non minacce sull’uso della fiducia per mettere a tacere le critiche.

[ssba]
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