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06/06/2014 Agricoltura: un batterio killer si aggira per l’Italia. Presentata interrogazione parlamentare

Interrogazione ai Ministri Lorenzin, Martina e Mogherini su rischio intossicazione da pomodorini di varietà ciliegino provenienti dal Marocco

Nei giorni scorsi la Francia ha ritirato dal mercato, dopo l’allerta della Repubblica Ceca e 26 casi di intossicazione, i pomodorini di varietà ciliegino provenienti dal Marocco per il rischio di batterio della Escherichia coli. Il batterio killer, letale per gli anziani e i bambini, potrebbe trovarsi anche sulle nostre tavole.

Lo denunciano i deputati di Sel della Commissione Agricoltura, Franco Bordo e Erasmo Palazzotto, nell’interrogazione a risposta orale ai ministri della Salute, dell’Agricoltura e degli Affari Esteri sul caso dei pomodorini ciliegini marocchini.

Il governo francesce, continuano i deputati di Sel, prima ha informato l’opinione pubblica dei 26 casi di intossicazione ascrivibili al consumo di pomodori ciliegino nel periodo che va dal gennaio ad aprile 2014, e poi ne ha disposto il ritiro dal mercato.
Mentre i nostri Ministri della Salute e dell’Agricoltura, Lorenzin e Martina, non hanno ritenuto di fare altrettanto lasciando la nostra opinione pubblica senza le informazioni necessarie circa la commercializzazione anche in Italia dei pomodorini contaminati provenienti dal Marocco.

Sarebbe necessario informare subito l’opinione pubblica e prevedere interventi per evitare il rischio di tossinfezione per la salute umana così come è accaduto in Francia. Il governo non può far finta di nulla, ne va della salute dei nostri concittadini, concludono i deputati di Sel della Commissione Agricoltura Bordo e Palazzotto.

Lo rende noto l’ufficio stampa nazionale di Sel
Roma 6 giugno 2014

Di seguito il testo dell’interrogazione
Interrogazione a risposta orale
Al Ministro della Salute
Al Ministro delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali
Al Ministro degli Affari Esteri
Premesso che:
– il 18 e 19 maggio 2014 la Repubblica Ceca, attraverso due notifiche inviate al “Sistema di Allerta Rapido Europeo”, ha reso noto che nei pomodorini di varietà ciliegino provenienti dal Marocco, e importati dalla Francia, è stato trovato il batterio della Escherichia coli;
– prima dell’allerta della Repubblica Ceca anche la Francia aveva reso noto, con una apposita nota, di una tossinfezione alimentare legata ai pomodori marocchini. La nota ha informato l’opinione pubblica francese dei 26 casi di intossicazione avvertita con una grave sintomatologia, con “sintomi digestivi”, ascrivibile al consumo di pomodori ciliegino nel periodo che va dal gennaio ad aprile 2014. A seguito dei 26 casi di tossinfezione il 30 aprile 2014 la Francia ha disposto il ritiro dal mercato;
– il batterio della escherichia coli viene trasmesso dalle feci dei ruminanti; è letale per gli anziani, bambini e per persone debilitate;
– a tutt’oggi il Ministero della Salute non ha ancora informato l’opinione pubblica italiana circa la commercializzazione anche i Italia dei pomodorini contaminati provenienti dal Marocco;
– oltre che in Italia, Repubblica Ceca e Francia, i pomodorini del Marocco sono stati commercializzati in Germania, Slovacchia, Romania e Regno Unito;
– il 1° ottobre 2012 è entrato in vigore l’accordo di libero scambio tra il Regno del Marocco e l’Unione Europea in merito a misure di liberalizzazione reciproche per i prodotti agricoli, i prodotti agricoli trasformati, il pesce e i prodotti della pesca (Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea serie L 241 del 7 settembre 2012);
Si chiede di sapere:
– quali interventi urgenti il Ministro della Salute intenda porre in essere per informare l’opinione pubblica circa ai fatti suddescritti e quali interventi immediati di prevenzione sanitaria si ritengano adottare per evitare il rischio di tossinfezione per la salute umana così come è accaduto in Francia;
– se il Governo alla luce della vicenda narrata in premessa non valuti opportuno, in sede europea, avviare una revisione dell’accordo di libero scambio con il Regno del Marocco al fine di garantire che gli standard qualitativi previsti dalla normativa europea abbiano un vero principio di reciprocità sia in ambito commerciale che della qualità dei prodotti agroalimentari.
On. Franco Bordo – On. Erasmo Palazzotto

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